Dalla fine di maggio 2025, il web è in uno stato di agitazione senza precedenti sotto l’effetto di un’ondata di massiccia deindicizzazione orchestrata da Google. Per i professionisti SEO, gli editori e gli esperti di scraping/la-polyvalence-du-scraping-un-outil-mille-possibilites/">marketing digitale, è come se il mare portasse via rifiuti sconosciuti, lasciando dietro di sé un paesaggio in cui molti contenuti scompaiono da un giorno all’altro. Questo fenomeno solleva una domanda cruciale: quali tipi di contenuti sono interessati? E soprattutto, quali sono le vere ragioni di questa dolce ma inesorabile epurazione? Come un marinaio che scruta l’orizzonte per anticipare una tempesta, dobbiamo comprendere questa evoluzione per navigare con calma nel vasto oceano della SEO nel 2025. Non si tratta semplicemente di un aggiustamento algoritmico, ma di una vera e propria operazione di pulizia che incide sulla strategia dei contenuti, sulla visibilità online e sulla salute della SEO in generale.

I tipi di contenuti interessati dalla massiccia deindicizzazione di Google

Questa ondata di deindicizzazione non colpisce tutti i contenuti allo stesso modo. Al contrario, Google sembra prendere di mira tipologie specifiche che non forniscono un reale valore aggiunto agli utenti. La maggior parte dei contenuti interessati è spesso il residuo di semplici strategie SEO miopi o pagine create per completare un volume, senza reale impegno o originalità. Tra questi, si distinguono chiaramente diverse categorie:

  • Pagine vecchie e poco aggiornate, come vecchi post di blog che non vengono aggiornati da diversi anni.
  • Contenuti parafrasati o riformulati privi di originalità, spesso presi da contenuti già ampiamente distribuiti altrove online.
  • Pagine create esclusivamente pensando alla SEO, come schede prodotto generiche o articoli di blog a basso valore aggiunto.
  • Contenuti generati dall’intelligenza artificiale senza supervisione umana, che saturano determinati siti e non dimostrano un reale coinvolgimento degli utenti.

In breve, la maggior parte dei contenuti interessati è quella che non offre una “utilità” tangibile o non risponde a una strategia di coinvolgimento autentica. La caccia di Google sembra mirata a dare priorità alla qualità rispetto alla quantità, per riorientare il web verso contenuti realmente utili e coinvolgenti. Questa tendenza è confermata da diverse analisi, in particolare quelle diffuse dagli esperti SEO, che sottolineano la volontà di Google di ripulire i propri indici. Le ragioni strategiche alla base di questa deindicizzazione mirata Ciò che colpisce analizzando questa ondata è che non si tratta di un bug o di un errore tecnico, al contrario. Google sta intervenendo proattivamente per perfezionare i suoi risultati e mantenere solo ciò che ritiene di valore. La ragione principale addotta dai suoi responsabili è una costante attenzione alla qualità e alla pertinenza. Nel 2025, il motore di ricerca dovrà affrontare la saturazione di un web traboccante di contenuti a basso costo, parafrasati o generati dall’intelligenza artificiale. La deindicizzazione di massa appare quindi una misura strategica per preservare l’integrità dei risultati e rafforzare la fiducia degli utenti.

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Google vuole dare priorità ai contenuti che soddisfano diversi criteri:

Originalità e competenza

: la creazione di contenuti unici, basati su conoscenze autentiche o dati proprietari.

  1. Coinvolgimento dell’utente : dare priorità alle pagine che generano clic, condivisioni e interazioni reali.
  2. Utilità concreta : pagine che rispondono a una domanda specifica e offrono un reale valore aggiunto.
  3. Autorità del sito : favorire i siti che hanno costruito la propria reputazione sulla qualità, non solo sulla quantità.
  4. Questa riorganizzazione non è solo una questione tecnica; è un profondo cambiamento nella strategia dei contenuti per garantire che il web rimanga uno spazio di scambio utile e pertinente. Tra l’altro, Google non si limita a identificare i contenuti deboli; mira anche a incoraggiare i siti a produrre contenuti veramente utili implementando una vera e propria politica di filtraggio del valore. Indicatori chiave per identificare se il tuo sito è interessato dalla deindicizzazione

Data questa situazione, sta diventando essenziale per i gestori di siti web sapere se i loro contenuti sono interessati. Google Search Console offre strumenti preziosi per diagnosticare questa deindicizzazione di massa. Ecco come fare:

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Pagine

  • per visualizzare l’elenco delle pagine indicizzate di recente. Filtra per stato per identificare quelle che sono state scansionate ma non sono più indicizzate. Osserva la distribuzione delle
  • pagine scansionate – non indicizzate
  • intorno alla data chiave, in particolare intorno al 20 maggio. Analizza se i contenuti interessati sono principalmente pagine vecchie, parafrasate o generate dall’intelligenza artificiale. Verifica se la perdita di indicizzazione riguarda pagine strategiche come pagine di prodotto o articoli recenti. Una tabella riassuntiva può anche aiutare a visualizzare la situazione: Tipo di contenuto
  • Impatto osservato
  • Esempio

Vecchi contenuti

Scomparsa graduale Articoli del 2018 Parafrasi/Riformulazioni
Eliminazione o riduzione Articoli sullo stesso argomento, riformulati Pagine generate dall’intelligenza artificiale
Rimozione di massa Pagine prodotto vuote Pagine SEO di basso valore
Scomparsa rapida Articoli con parole chiave senza contesto Best practice per limitare l’impatto negativo della deindicizzazione sulla tua strategia SEO
Una volta identificato se i tuoi contenuti sono interessati, devi fare attenzione a mantenere la tua visibilità. Il primo passo è condurre un audit approfondito del tuo sito. È fondamentale distinguere tra: Contenuti che dovrebbero essere mantenuti perché hanno un valore reale per l’utente. Cosa deve essere migliorato, ad esempio fornendo ulteriori competenze o nuovi dati.

Contenuti che dovrebbero essere rimossi o riprogettati, in particolare quelli che non incoraggiano gli utenti a rimanere o a condividere.

Alcune azioni concrete per adattare la tua strategia:

  • Aggiungi dati proprietari ed esempi concreti per migliorare l’originalità.
  • Includi opinioni di esperti o testimonianze di clienti per dare credibilità ai tuoi contenuti.
  • Elimina o unisci pagine ridondanti o raramente visitate per semplificare il tuo sito.

Implementa una strategia di content marketing incentrata sull’utente, piuttosto che una strategia SEO a tutti i costi.

  1. Valuta la possibilità di diversificare i tuoi formati: video, infografiche, studi esclusivi per aumentare il coinvolgimento. Questi aggiustamenti non sono solo una risposta alla deindicizzazione; rappresentano una vera e propria evoluzione nella costruzione di una strategia SEO sostenibile incentrata su efficienza e pertinenza. In breve, questa pulizia algoritmica ci spinge a ripensare la creazione di contenuti, in modo che si concentri sul reale valore aggiunto, piuttosto che sull’accumulo di pagine poco interessanti.
  2. Domande frequenti sulla massiccia deindicizzazione di Google nel 2025
  3. Perché Google ha deindicizzato così tanti contenuti dalla fine di maggio 2025?
  4. La risposta risiede principalmente nel desiderio di migliorare la qualità dei risultati eliminando contenuti deboli, parafrasati o generati dall’intelligenza artificiale, privi di valore reale, al fine di migliorare la pertinenza e la fiducia degli utenti.
  5. Quali tipi di contenuti sono maggiormente colpiti da questa ondata?

Contenuti vecchi, poco originali, parafrasati, generati senza supervisione umana, o addirittura prodotti per la SEO senza un reale valore aggiunto.

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Come faccio a sapere se il mio sito è interessato?

  • Utilizzando Search Console, analizzando la distribuzione delle pagine scansionate ma non indicizzate, in particolare intorno alla data critica del 20 maggio. Cosa devo fare se le mie pagine vengono deindicizzate?
  • Dai priorità all’aggiornamento dei contenuti, rimuovi ciò che è inutile, arricchisci quelli che rimangono con dati unici e rafforza la loro credibilità. Questa tendenza continuerà?
  • Il desiderio di Google di dare priorità alla qualità dovrebbe continuare, implicando uno sforzo costante per produrre contenuti utili e coinvolgenti.

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